• Quando uno o più denti vengono a mancare, l’implantologia dentale rappresenta la soluzione per eccellenza. Può però verificarsi il caso in cui il paziente non abbia “abbastanza osso” per procedere con l’intervento. La buona notizia è che esiste una soluzione: la rigenerazione ossea.

    Cosa sono gli impianti dentali?

    Rappresentano una soluzione affidabile per sostituire denti mancanti. Grazie all’avanzamento scientifico e tecnologico, attualmente l’implantologia dentale garantisce una percentuale di successo a lungo termine molto elevata.

    La tecnica consiste nella sostituzione delle radici naturali dei denti mancanti con dei dispositivi in titanio su cui verrà fissata una protesi dentaria.

    Da ciò si evince quanto la quantità d’osso, dovendo assicurare la stabilità dell’impianto, assuma un ruolo fondamentale.

     

    Perché si “perde osso”?


    Con l’estrazione di un dente, se non vengono messe in atto tecniche chirurgiche di preservazione del sito, si evidenzia una perdita di osso post-estrattivo che è particolarmente grave nei casi in cui l’osso intorno al dente presentava un’infezione per ragioni parodontali, endodontiche o in seguito a fratture radicolari profonde mantenute nel tempo prima dell’estrazione.

    In tutti questi casi il sito post-estrattivo si presenterà, una volta guarito, con una riduzione dello spessore e dell’altezza tale da rendere problematico o impossibile inserire un impianto in posizione corretta senza una preventiva o contestuale ricostruzione dell’osso intorno all’impianto

     

    In cosa consiste la rigenerazione ossea?

     
Tale trattamento consiste nel guidare la rigenerazione naturale dell’osso mediante l’impiego di  specifici presidi medici. Tra le diverse soluzioni esistenti, la più diffusa prevede l’utilizzo di membrane. Queste, simili a “sottili foglietti” di biomateriale, vengono inserire al di sotto del tessuto gengivale e hanno lo scopo di mantenere un volume al di sopra del tessuto osseo deficitario esistente. In un periodo di tempo variabile tra i 4 e i 9 mesi, il tessuto osseo andrà a rigenerarsi, riempiendo lo spazio mantenuto dalla membrana.


     

    Quali sono le prerogative per sottoporsi ad una rigenerazione ossea?

     Perchè un paziente possa essere sottoposto ad un trattamento di rigenerazione ossea è fondamentale che sia sano da un punto di vista parodontale; ciò significa che non deve presentare un’infiammazione gengivale (gengivite o parodontite). Questo vale anche per l’inserimento implantare di per sé. Soltanto dopo aver trattato la parodontite e ottenuto una costante e corretta igiene orale domiciliare da parte del paziente, sarà possibile programmare un intervento di rigenerazione ossea e di implantologia. Non dimentichiamo anche un altro fattore di rischio che è il fumo; i pazienti forti fumatori spesso incorrono in complicanze postoperatorie e presentano maggiori insuccessi implantari.

     Ti servono maggiori informazioni? Siamo a tua disposizione per un consulto.

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