• La parodontite è la principale causa di perdita dentaria nella popolazione

    adulta e l'implantologia rappresenta oggi indubbiamente la principale

    opzione di trattamento per la sostituzione dei denti mancanti.

    Ne consegue che una gran parte degli impianti inseriti nella popolazione,

    riguardi pazienti che hanno perso denti proprio per cause parodontali.

    E’ importante sottolineare che in questi pazienti la parodontite deve essere

    adeguatamente trattata prima dell’inserimento degli impianti.

    Diversi studi clinici in letteratura mostrano infatti come sia assolutamente controindicato

    inserire impianti su pazienti che presentino lesioni parodontali non trattate;

    analogamente è assolutamente necessario che i pazienti, dopo essere

    stati riabilitati con impianti, siano inseriti in un preciso programma di visite

    e richiami d’igiene professionale periodici (terapia parodontale di

    supporto).

    Questo per evitare l'insorgenza, o consentire la diagnosi precoce, di una

    delle più temibili complicanze della terapia implantare, non sempre

    trattabile con successo, chiamata perimplantite, a causa della quale i

    tessuti attorno all’impianto si ammalano con la progressiva perdita di osso

    perimplantare, fino alla possibile perdita dell’impianto stesso.

    Chi è affetto da parodontite e necessita di una riabilitazione implantare,

    deve inoltre sapere che, per il solo fatto di avere una“storia di parodontite,”

    può essere esposto a maggiori rischi di complicanze e fallimenti implantari

    nel corso degli anni. Questo in particolar modo nei casi in cui la

    parodontite si presenti in forma grave ed aggressiva, specie se associata a

    fattori di rischio aggiuntivi quali la scarsa igiene orale, la ridotta compliance

    alla terapia parodontale di supporto, la presenza di lesioni parodontali

    residue, il fumo.

    Il paziente che abbia perso dei denti per parodontite infine, presenta

    frequentemente condizioni anatomiche dovute alla progressione della

    malattia stessa (deficit ossei, spostamenti dentali, recessioni gengivali)

    che possono rendere più difficile il corretto posizionamento implantare,

    rendendo necessario il ricorso a tecniche di chirurgia avanzata come

    quelle di rigenerazione dell’osso nelle sedi in cui sia carente, o all’impiego

    di soluzioni implanto-protesiche non convenzionali (ad es. impianti corti).

    La buona notizia è che anche nei pazienti affetti da parodontite, se trattati

    adeguatamente, è possibile ottenere e mantenere nel tempo il successo

    implantare. Per questo tuttavia, come abbiamo detto, l’odontoiatra deve

    attuare un accurato inquadramento diagnostico e, conseguentemente, uno

    specifico piano di trattamento finalizzato al controllo della parodontite e dei

    possibili fattori di rischio associati prima, durante e dopo la terapia

    implantare.

    Per qualsiasi informazione o dubbio puoi rivolgerti a noi del Centro Odontoiatrico Sforza.
    Chiamaci allo 051222542 


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